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Scrittrice, blogger e book-influencer: intervista a Marina Galatioto

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Marina Galatioto, autrice con una lunga esperienza nel mondo del self publishing, che da poco ha iniziato a collaborare con Passione Scrittore.


Ciao Marina, raccontaci chi sei e cosa fai nella vita

Ciao! Premetto che raccontarmi non è facile: un po’ sono complicata io, un po’ non so mai cosa potrebbe davvero interessare a chi legge. Ad ogni modo sono una scrittrice. La mia passione “vive in me” da che ho memoria. A dieci anni già scrivevo, ma poi, per una serie di circostanze, non ne ho fatto nulla fino quasi a trenta. La scrittura è sempre stato il mio “hobby” fino a quando ho deciso di provarci davvero. La mia prima grande collaborazione è arrivata qualche anno dopo, con la famosa rivista “Grand Hotel”.


Come nasce la tua passione per la scrittura? E cos’è per te il self publishing?

La scrittura è un modo di esprimersi, di comunicare ciò che si sente, ma anche di creare nuovi mondi tutti da scoprire. Ciò che più amo dello scrivere è la possibilità di creare emozioni in me e in chi legge. Il self publishing è il modo migliore per poterlo fare, senza vincoli di sorta. Puoi scrivere scegliendo liberamente trama e soggetto, dare l’impronta che vuoi e pubblicare quando pensi sia arrivato il momento giusto.


Hai appena pubblicato da self publisher il tuo ultimo romanzo "Ricah". Le origini, ma sappiamo che non è la tua prima opera con questa modalità…

No, infatti. Mentre tantissimi autori avevano il sogno del grande editore, io ne avevo timore. Sapevo che c’erano contratti restrittivi che ti impedivano poi di scrivere dove e come volevi e non sapevo se mi sarebbe piaciuto. Temevo mi potessi sentire “ingabbiata”. Sono una persona a cui piace esplorare, cambiare, provare. Ho scelto il self publishing proprio per la libertà che offre.

Sappiamo che un self publisher, per emergere dalla incredibile quantità di libri pubblicati, deve sapersi auto promuovere e comunicare nella maniera migliore: quali sono, secondo te, le migliori tecniche promozionali e di comunicazione?

Hai ragione, è difficilissimo. Il mio primo romanzo pubblicato in self vende ancora moltissimo dopo anni e mi sembra quasi una magia! A essere onesta non c’è una formula esatta uguale per tutti perché ogni autore è diverso e deve seguire il suo istinto. Ci sono però tecniche che possono aiutare tutti, per esempio utilizzare i social per promuovere il libro è un’ottima cosa. Per principio evito di assillare gli amici e mi rivolgo a chi non mi conosce. Book blogger e book influencer possono fare molto. So che dicendolo mi attirerò le antipatie di molti, ma credo sia importante comprendere alcune dinamiche. Leggere libri e fare recensioni è un impegno, richiede attenzione e tempo. Chiunque, quando lavora, vuole essere pagato. Anche quegli stessi autori che vorrebbero tutto gratis. Leggere libri e fare recensioni è un impegno, richiede attenzione e tempo. Chiunque, quando lavora, vuole essere pagato. Anche quegli stessi autori che vorrebbero tutto gratis. Leggere libri e fare recensioni è un impegno, richiede attenzione e tempo. Chiunque, quando lavora, vuole essere pagato. Anche quegli stessi autori che vorrebbero tutto gratis. Mi rendo antipatica, lo so, ma quando vedi un profilo Instagram con 30.000 follower devi sapere che dietro c’è una persona che lavora costantemente, ogni giorno, per tenerlo vivo e aggiornato. E ci sono anche dei costi da sostenere, naturalmente: si investono tempo, e denaro per attrezzature e inserzioni a pagamento, tanto per fare un esempio. Quando contatto una book blogger per far recensire il mio nuovo libro chiedo quali sono le sue modalità di lavoro e decido se mi vanno bene oppure no. Non sono fissata con l’idea che tutto debba essere gratis e non perché ho soldi da buttare, ma perché so che il lavoro deve essere giustamente retribuito. È così per tutti e lo dimostra il fatto che i nostri libri vorremmo tutti venderli, non regalarli.


Quindi quali consigli daresti a uno scrittore che si affaccia al mondo del self publishing?

Anche qui mi rendo antipatica, ne sono consapevole, ma la prima cosa è un po’ di umiltà. Pensiamo di essere i più bravi, di aver scritto un capolavoro. Può darsi, ma dovrebbero essere i lettori a consacrare un autore. Per prima cosa a chi vuole pubblicare in self direi che rileggere e correggere sono passaggi di vitale importanza. Poi mi sentirei di consigliare un buon editing. Lo so, magari costa, ma costa di più non farlo. Nelle mani del lettore arrivano libri che non consiglierebbe mai e questa è la fine dell’autore. Tantissimi scrivono e purtroppo non accettano le critiche, quelle costruttive. Si offendono. A chi mi chiede suggerimenti ripeto sempre le medesime cose: sai che anche sui racconti – testi che a un occhio inesperto potrebbero sembrare più semplici da gestire – fanno l’editing? Non hai idea di quante volte le riviste ci cambiano una frase, o persino un nome, per non dire il titolo! Non ci offendiamo, perché dovremmo? In fondo la loro idea è quella di migliorarlo per renderlo più fruibile. È il loro lavoro, come il mio è quello di scrivere. Se un autore parte da qui è già avvantaggiato. Quando pubblica, se ha curato tutti gli aspetti del romanzo, ha sicuramente più possibilità. Lo dico con cognizione di causa. Anche io sono una book influencer e ho amiche che lo sono. Non hai idea di cosa ci capita di leggere ed è tutto a discapito dell’autore, solo che non lo capisce. Persino ai grandi della letteratura contemporanea viene fatto l’editing da un professionista, vorrà pur dire qualcosa. Ultimo consiglio per non diventare troppo prolissa: la promozione. Bisogna promuovere il proprio libro e se stessi in tutte le forme possibili, perché la rete è davvero sovrappopolata sia di persone sia di libri e per emergere devi per forza essere presente, ma non in modo noioso. Bisogna usare creatività ed estro per attirare l’attenzione.  Marina Galatioto Instagram Pagina Facebook Sito Vita da Scrittrice

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